Le persone in difficoltà economica e che rischiano di perdere la propria abitazione possono contare adesso sul “Fondo salva casa”. Vediamo che cos’è.

Il “Fondo salva casa”, sostenuto dalle Acli, è un ammortizzatore sociale a rendimento. Il Fondo è stato ideato pensando al modo in cui poter dare un aiuto alle famiglie in difficoltà economica e che rischiano di perdere la propria casa messa all’asta. A presentare il “Fondo salva casa” è stato Daniele Pesco (M5S), presidente della Commissione bilancio del Senato.

Come evidenziato dal comunicato pubblicato sul sito web Acli, “l’obiettivo del Fondo, sostenuto dalle Acli, è quello di acquistare gli immobili pignorati e messi all’asta che, in un secondo momento, potranno essere assegnati in locazione, ad un canone sostenibile, a coloro che hanno subito il pignoramento dell’abitazione favorendone, successivamente, il riacquisto da parte degli stessi”.

E ancora: “Il Fondo intende attenuare l’impatto sociale delle circa 248mila esecuzioni immobiliari, che secondo le stime saranno concluse in Italia nei prossimi 5 anni (Fonte Ministero Giustizia), senza però penalizzare i diritti legittimi dei creditori”.

Ma quali sono gli immobili interessati? E quanti? Sempre secondo quanto segnalato dal comunicato, gli immobili “che rientrano nella casistica di interesse del Fondo” sono ad esempio “quelli abitati e adibiti a prima casa” e in merito alla quantità si parla di circa 13mila immobili.

“Il ‘Fondo salva casa’ – si legge nel comunicato – parte da un target di sottoscrizione iniziale sufficiente ad aiutare circa 10.000 famiglie e si pone l’obiettivo – tramite la costituzione ad hoc di una struttura di gestione, anche utilizzando una o più Reoco (società immobiliari a servizio di una cartolarizzazione) – di gestire il rapporto con gli ex proprietari con il supporto delle Acli. La formula del ‘Fondo calva Casa’ è stata ideata quindi, oltre che per dare supporto a chi ne ha bisogno, anche per tutelare i creditori e remunerare gli investitori che aderiranno grazie al canone di locazione e alla rivendita dell’immobile agli affittuari”.

Nel corso della conferenza stampa durante la quale è stato presentato il “Fondo salva casa”, Pesco ha affermato: “Il ‘Fondo salva casa’ è una di quelle idee utili per quella parte di Paese che sta peggio. E’ una iniziativa privata, che può essere facilmente riproducibile. Non ha bisogno di una normativa particolare ma solo di persone, come quelle che abbiamo conosciuto oggi, che hanno il desiderio di dare un minimo di conforto a queste famiglie che senza colpa stanno avendo a che fare col mondo delle aste giudiziarie”.

Tramite una nota, Pesco ha poi sottolineato: “Oggi ci sono centinaia di migliaia di famiglie che rischiano di perdere la propria casa messa all’asta. Sono persone che, loro malgrado, a causa di difficoltà economiche non sono riuscite a onorare le rate del mutuo. Per venire incontro a questo problema è ragionevole pensare a un meccanismo che, attraverso l’utilizzo di apposite società veicolo, porti ad acquistare dalle banche queste case, rimettendole immediatamente a disposizione delle persone pignorate, che potrebbero a quel punto prenderle in affitto e riacquistarne la proprietà alla fine del percorso”. Aggiungendo: “La proposta elaborata in tal senso dalle Acli è interessante e gli strumenti normativi necessari a implementarla potrebbero confluire con il sostegno del Movimento 5 Stelle in un emendamento alla legge di Bilancio o al Dl fiscale”.

Michele Mariotto, membro della presidenza nazionale delle Acli, ha affermato: “Trovare soluzioni a problemi gravi, come il pignoramento e la successiva perdita di un’abitazione, va a toccare uno dei punti fondamentali per la vita di una comunità. Ecco perché l’iniziativa che abbiamo presentato oggi è un esempio di come la collaborazione tra associazioni, come le Acli, e investitori attenti e responsabili possa concorrere al bene comune. Si tratta di un primo passo; altri ne potremo fare se sapremo convincere e coinvolgere ulteriori soggetti operatori del settore”.

fonte idealista